Linee guida per gli autori

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Consignes aux auteurs
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Instructions for authors
Instrucciones para los autores
Kemennoù d’an oberourien
Richtlinien für Autorinnen und Autoren

Autori

Secondo l’International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE), sono da considerarsi autori e coautori le persone che soddisfano i quattro criteri seguenti (traduzione italiana del 2012):

1. Contributi rilevanti per l’ideazione o la metodologia dello studio, oppure per l’acquisizione, l’analisi o l’interpretazione dei dati; E

2. Stesura preliminare dell’articolo o la sua revisione critica nei contenuti intellettuali importanti; E

3. Approvazione finale della versione da pubblicare; E

4. Impegno a rendere conto dell’integralità dello studio, garantendo che tutte le eventuali questioni relative all’accuratezza o all’integrità dell’intero lavoro siano state adeguatamente esaminate e risolte.

Tutti gli autori devono quindi essere identificati come tali.

La rivista À tradire. Didactique de la traduction pragmatique et de la communication technique invita i suoi autori a fare riferimento alla tassonomia CRediT per indicare i contributi dei coautori e degli altri contributori che non soddisfano i criteri di cui sopra e che sono quindi menzionati nei ringraziamenti. In allegato a questa pagina, proponiamo una breve presentazione della tassonomia, la traduzione delle raccomandazioni per il suo utilizzo e dei ruoli proposti.

Altri link utili sull’argomento: la pagina dedicata sul sito CoopIST (CIRAD - Centre de coopération internationale en recherche agronomique pour le développement) in francese, il sito del Comitato per l’Etica delle Pubblicazioni (COPE - Committee on Publication Ethics) in inglese e la pagina sulla paternità intellettuale del sito dell’Università di Palermo in italiano.

Politica linguistica

La rivista À tradire. Didactique de la traduction pragmatique et de la communication technique è innanzitutto ed essenzialmente francofona. Ogni numero è quindi costituito principalmente da contributi in lingua francese. Al fine di favorire la diffusione dei contenuti, gli autori di articoli scientifici dovranno fornire, oltre all’abstract in francese, un abstract in inglese e un abstract in una o diverse lingue a scelta dell’autore. Gli abstract saranno corredati da titolo e parole chiave nelle stesse lingue e dovranno essere limitati a 1000 caratteri, spazi inclusi.

Il comitato editoriale ritiene che la scienza multilingue sia più ricca, nonché più creativa quando gli autori si esprimono nella propria lingua di predilezione. Per questo, il comitato è disposto a esaminare proposte di contributi in altre lingue, a condizione di poter trovare e sollecitare revisori competenti e imparziali per gli articoli, e almeno un rilettore per gli altri tipi di contributi. In tal caso, agli autori sarà richiesto di fornire un riassunto lungo in francese che rappresenti circa il 30% della lunghezza iniziale dell’articolo.

Articoli in italiano

Impaginazione

Gli articoli saranno presentati nel modo più semplice possibile.

Impaginazione: formato A4, margini di 2,5 cm su tutti i lati, intestazione e piè di pagina di 1,25 cm.

Linux Libertine Display G o Liberation Serif, dimensione 12, interlinea singola.

Inserire un rientro per tutti i nuovi paragrafi, che saranno automaticamente numerati una volta online.

Le note dovranno essere inserite nello stesso font in dimensione 10.

Metadati

In un file separato, specificare il titolo dell’articolo, il nome di ciascun autore e una nota biografica di massimo 1000 caratteri, spazi inclusi, che ne indichi la funzione, l’affiliazione e l’ambito di competenza/ricerca.

Fornire anche un abstract di massimo 1000 caratteri, spazi inclusi, e le parole chiave, la loro traduzione in inglese e in una o diverse lingue a scelta dell’autore (vedi politica linguistica sopra).

Nel caso di una traduzione, aggiungere la dicitura “Pubblicazione originale in [lingua] in [riferimento completo della rivista o dell’opera].” Traduzione: [traduttore/i]( ; revisione: [revisore/i]).

Testo

Numerare le parti come segue:

Introduzione

1.

1. 1.

1.1.1.

È buona prassi limitarsi a tre livelli di titoli.

Non fare riferimento a titoli nel testo mediante la loro numerazione (ad esempio: “vedi I. A.”) poiché questa può essere soggetta a modifiche. Utilizzare piuttosto “vedi infra” o “vedi supra”, oppure la denominazione dei titoli in questione, abbreviati se necessario.

Il testo dovrà comprendere tra i 20.000 e i 50.000 caratteri, spazi inclusi, ovvero tra le 3000 e le 7500 parole circa per un articolo in italiano, esclusi abstract, parole chiave e bibliografia.

L’uso del corsivo dovrà essere limitato ai titoli di opere, alle espressioni o parole straniere (inglese, locuzioni latine, ecc.). Le denominazioni terminologiche citate come esempi saranno quindi in corsivo nelle lingue straniere e tra virgolette in italiano. Nel caso in cui tali esempi siano presenti in grande quantità, è preferibile presentarli sotto forma di elenchi o di tabelle.

Il grassetto e il sottolineato devono essere usati con moderazione.

Le maiuscole devono essere accentate.

Le sigle sono da indicare in lettere maiuscole senza punti (CNR, CRUI, INAF...), ad eccezione di alcune sigle diventate acronimi che conservano solo l’iniziale in maiuscolo (Unesco).

I secoli si scrivono in numeri romani in maiuscoletto senza circoletto a esponente: xix secolo.

Alcune abbreviazioni:

  • primo: 1o

  • prima: 1a

  • secondo: 2o

  • seconda: 2a

  • terzo, quarto e così via: 3o, 4o, ecc.

  • signore e signori: Sig., Sigg.

  • signora, signore: Sig.ra, Sig.re

Mettere uno spazio unificatore tra un numero (fino a 4 cifre) e la sua unità (13 kg), nelle date tra il giorno e il mese (24 novembre) e tra il mese e l’anno (24 novembre 2007), prima e dopo i simboli matematici. Il punto si usa come separatore delle migliaia a partire dai numeri di almeno cinque cifre, mentre i decimali sono separati da una virgola (2.345.400,54).

Citazioni

Le citazioni sono racchiuse tra virgolette basse o caporali: «...».

Nel caso in cui siano presenti virgolette all’interno della citazione, utilizzare i doppi apici: «…“…”…».

Allo stesso modo, qualora siano presenti delle parentesi in un testo già racchiuso tra parentesi, si utilizzeranno le parentesi quadre. (… […]…)

Le virgolette, le parentesi tonde, le parentesi quadre e i trattini si usano sempre in coppia.

Mettere in rilievo le citazioni lunghe (più di tre righe circa): paragrafo separato, rientro a sinistra, carattere di dimensione 10.

Utilizzare le parentesi quadre quando la citazione è tagliata o modificata, oppure quando viene inserito un commento: «La citazione […] va quindi presentata così.»

Mettere in corsivo le citazioni in lingua straniera e proporne una traduzione italiana in tondo subito dopo, in un paragrafo separato se la citazione è messa in rilievo. Se esiste une traduzione pubblicata, indicarne il riferimento e farlo figurare nella bibliografia; se si tratta di una traduzione dell’autore dell’articolo, indicarlo dopo il riferimento bibliografico dell’originale; in ogni altro caso, precisarne la fonte.

Figure

Si accettano tabelle, grafici, illustrazioni, fotografie a colori o in bianco e nero.

Le immagini devono essere in formato PNG o JPG e avere una larghezza minima di 480 pixel. È responsabilità dell’autore ottenere le autorizzazioni necessarie per riprodurre qualsiasi documento già pubblicato presso il titolare dei diritti di riproduzione (editore o autore).

Rimandi di note

I rimandi di note devono precedere tutti i segni di punteggiatura:

Esempio di rimando di nota ben posizionato1.

Nel caso di una citazione, il rimando di nota sarà posto all’interno delle virgolette se la nota riguarda solo la citazione.

Se la nota si riferisce all’intera frase, il rimando di nota sarà posizionato dopo le virgolette di chiusura.

Non fare riferimento alle note a piè di pagina mediante la loro numerazione (ad esempio: “vedi nota 15”) poiché essa può essere soggetta a modifiche. Utilizzare piuttosto “vedi infra” o “vedi supra”.

Note a piè di pagina

Le note a piè di pagina apportano complementi e precisazioni sul testo, non indicano i riferimenti bibliografici.

Alcune regole di presentazione:

  • Utilizzare ibid., non id. o idem quando il riferimento è identico al precedente: Ibid.: 25.

  • vedi e non v.

  • cfr. per “confronta con”

  • p. e non pp. per indicare numeri di pagina

  • § e non §§ o par. per indicare un paragrafo

  • e ss. e non e segg. per “seguenti”

  • Gli URL dei siti web sono da verificare e da presentare come segue: [https://www.univ-rennes2.fr/], consultato il 7 luglio 2020.

Riferimenti bibliografici

I riferimenti devono essere presentati nella bibliografia secondo il modello delle Presses universitaires de Rennes (PUR). Il rimando a un riferimento è indicato nel corpo del testo come segue: (Autore [et al., ove necessario], data: pagina o paragrafo); per esempio, (Chesterman, 1994: 92).

Esempi di presentazione di riferimenti bibliografici:

1 Esempio di nota a piè di pagina.

Bibliographie

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Bordet Geneviève, 2013, “Brouillage des frontières, rencontres des domaines : quelles conséquences pour l’enseignement de la terminologie et de la traduction spécialisée”, ASp, n° 64, [http://asp.revues.org/3851], consultato il 5 agosto 2016.

Cabré Maria Teresa, 1998, La terminologie. Théorie, méthode et applications, tradotto dal catalano e adattato da Monique C. Cormier e John Humbley, Parigi, Masson e Armand Colin.

Champsaur Caroline e Rochard Michel, 2011, “Ergonomie et appropriation : un exemple d’évolution de l’utilisation des outils de traduction”, Traduire, n° 224, p. 7-13, [http://traduire.revues.org/175], consultato il 29 agosto 2017.

Chesterman Andrew, 1994, “Karl Popper in the translation class”, in Cay Dollerup e Annette Lindegaard (dir.), Teaching translation and interpreting 2. Insights, aims, visions. Papers from the Second Language International Conference Elsinore, 1993, Amsterdam, John Benjamins, p. 89-95.

Collombat Isabelle, 2016, “Doute et négociation : la perception des traducteurs professionnels”, Des zones d’incertitudes en traduction, Meta, vol. 61, n° 1, Montréal, Les Presses de l’Université de Montréal, maggio, p. 145-164.

Depecker Loïc, 2002, Entre signe et concept. Éléments de terminologie générale, Parigi, Presses Sorbonne Nouvelle.

Durieux Christine, 1988, Fondement didactique de la traduction technique, Parigi, Didier Érudition.

García de Toro Cristina, 2006, “La traducció juridicoadministrativa entre castellà i català”, dans Esther Monzó (dir.), Les plomes de la justícia. La traducció al català dels textos jurídics, L’Hospitalet de Llobregat, Pòrtic, p. 101-109.

Gariépy Julie L., 2013, La collaboration en terminographie. Étude de cas comparée de la terminographie collaborative et de la terminographie classique, tesi di laurea magistrale diretta da J. Quirion, sostenuta all’Università di Ottawa, Ottawa, [http://www.ruor.uottawa.ca/bitstream/10393/23977/1/Gariepy_Julie%20L_2013_these.pdf], consultato il 23 novembre 2016.

Gouadec Daniel, 1997, Terminologie et phraséologie pour traduire : le concordancier du traducteur, Parigi, La maison du dictionnaire, Terminoguide, n° 3.

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OTCT (Optimising Translator Training through Collaborative Technical Translation), 2014-2017, Rennes, Université Rennes 2, [https://otct.huma-num.fr/], consultato l’8 febbraio 2022.

Schreiber Michael, 2002, “Austriazismen in der EU: (k)ein Übersetzungsproblem?”, Lebende Sprache, n° 4/2002, p. 150-153.

Document annexe

  • Tassonomia CRediT
    (application/vnd.openxmlformats-officedocument.wordprocessingml.document | 49k)

Notes

1 Esempio di nota a piè di pagina.

Traducteur

Susanna Fiorini

Droits d'auteur

Licence Creative Commons – Attribution 4.0 International – CC BY 4.0